L'aumento dei dazi e l'impatto sui contratti internazionali
L’aumento dei dazi doganali applicati dagli Stati Uniti e le contromisure adottate dai Paesi colpiti da questa “politica commerciale” potrebbero avere un impatto significativo sui contratti internazionali delle aziende che operano nel commercio internazionale. Questi cambiamenti rischiano di alterare l’equilibrio economico originario dei contratti, con possibili perdite economiche e riduzione dei margini di profitto originariamente preventivati. In tal senso, occorrerà avviare una approfondita analisi del contratto internazionale che disciplina un determinato rapporto commerciale al fine di verificare, prima di tutto, se siano presenti clausole volte a disciplinare gli effetti di un evento come quello dell’aumento dei dazi. Per proteggere il proprio business e garantire un equilibrio economico sul piano contrattuale, può essere fondamentale prevedere nei contratti internazionali tra aziende una specifica clausola: la clausola di hardship.
Clausola di hardship: cos'è e perché è fondamentale nei Contratti Internazionali?
La Hardship Clause è una clausola contrattuale ampiamente utilizzata nei contratti internazionali, essenziale per garantire flessibilità e tutela in caso di avvenimenti straordinari ed imprevedibili. Questa clausola impone alle parti l’obbligo di rinegoziare i termini e le condizioni del contratto qualora si verifichino circostanze che rendano l’adempimento eccessivamente oneroso per una delle due parti, alterando l’origniario l’equilibrio economico. È importante distinguere la Hardship Clause dalla Force Majeure (cd. forza maggiore): mentre la prima si applica quando l’adempimento di una obbligazione diventa eccessivamente oneroso ma non impossibile, la seconda entra in gioco in situazioni in cui la prestazione contrattuale diventa del tutto impossibile per una o entrambe le parti. Questa distinzione è particolarmente importante oggi in quanto l’aumento dei dazi può alterare significativamente l’equilibrio economico di un contratto internazionale, rendendone l’esecuzione più costosa e complessa per una delle due parti, mettendo a rischio la prosecuzione di una partnership commerciale a livello internazionale. Tuttavia, sulla base della differente legge applicabile o delle clausole negoziate, non si può escludere che l’aumento dei dazi possa esser stato qualificato come evento di forza maggiore. In tal senso, occorrerà esaminare caso per caso cosa sia stato pattuito per ciascun contratto dalle parti al fine di verificarne la legittimità.
Le nostre strategie legali per affrontare l'aumento dei dazi
Nei rapporti commerciali interni, al fine di adottare strategie legali idonee ad affrontare l’alterazione dell’equilibrio economico di un contratto internazionale derivante dall’aumento dei dazi occorrerà avviare un’approfondita analisi delle clausole contenute nel contratto internazionale secondo una checklist che potrebbe essere così riepilogata.
1. Verificare la presenza di una clausola di hardship nel Contratto Internazionale
Nelle negoziazioni internazionali la clausola di hardship è ampiamente utilizzata dai legali per garantire misure volte a stabilizzare l’equilibrio economico del contratto al verificarsi di determinati eventi che potrebbero rendere l’esecuzione del contratto stesso eccessivamente onerosa.
Una prima fonte che può essere utilizzata per la disciplina e la struttura della clausola di hardship è contenuta negli artt. 6.2.1, 6.2.2. e 6.2.3 del documento dei Principi Unidroit dei Contratti Commerciali 2016 che offrono una puntuale disciplina della clausola di hardship, tanto nella definizione quanto gli effetti conseguenti all’applicazione della clausola.
L’articolo 6.2.1 apre la disciplina prevedendo che se “l’adempimento del contratto diviene più oneroso per una delle parti, tale parte rimane ugualmente obbligata ad adempiere le sue obbligazioni, salvo quanto previsto dalle seguenti disposizioni sull’hardship”.
Con tale clausola di apertura già viene definito l’obiettivo finale della clausola di hardship, assegnando alla parte che subisce l’eccessiva onerosità – come l’aumento dei dazi – l’obbligo di continuare ad adempiere al contratto.
Secondo l’articolo 6.2.2, gli eventi che determinano l’insorgenza di una eccessiva onerosità della prestazione devono alterare sostanzialmente l’equilibrio del contratto, o per l’accrescimento dei costi della prestazione di una delle parti, o per la diminuzione del valore della controprestazione e nello specifico ricorre l’applicazione della clausola di hardship nelle seguenti ipotesi:
➡️ gli eventi si verificano, o divengono noti alla parte svantaggiata, successivamente alla conclusione del contratto;
➡️ gli eventi non potevano essere ragionevolmente presi in considerazione dalla parte svantaggiata al momento della conclusione del contratto;
➡️ gli eventi sono estranei alla sfera di controllo della parte svantaggiata;
➡️ il rischio di tali eventi non era stato assunto dalla parte svantaggiata.
Ebbene, gli effetti di tali eventi sul Contratto Internazionale sono disciplinati dall’articolo 6.2.3 che disciplina una serie di fasi che impongono alle parti una rinegoziazione e nello specifico:
➡️ la parte svantaggiata ha diritto di chiedere la rinegoziazione del contratto fornendo i motivi sui quali è basata;
➡️ la parte svantaggiato è comunque tenuta a non sospendere l’esecuzione del contratto;
➡️ in caso di mancato accordo, ciascuna parte può rivolgersi al giudice al fine di ottenere:
- la risoluzione del contratto;
- la modifica del contratto per ripristinare l’originario equilibrio economico.
Una seconda fonte tradizionalmente utilizzata nella contrattualistica internazionale è quella della clausola fornita dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC) la quale apre anche all’ipotesi della risoluzione del Contratto esercitato dalla parte svantaggiata, in caso di mancato accordo tra le parti, ipotesi che è prevista ad esempio nell’ambito del diritto italiano all’articolo 1467 del codice civile.
Ebbene, ove non sussista alcuna clausola che possa ispirarsi alle ipotesi sopra evidenziate, occorrerà verificare quale legge è stata scelta dalle parti quale legge applicabile al Contratto e, a quel punto, verificare come ciascuna normativa domestica abbia dsciplinato l’ipotesi dell’aumento dei dazi.
2. Verificare la legge applicabile al Contratto Internazionale
Legge applicabile al Contratto. Uno dei principali problemi da porsi nell’ambito di un contratto internazionale tra due imprese stabilite in due paesi diversi, attiene all’individuazione della legge applicabile alle disposizioni contrattuali, clausola essenziale e fondamentale qualore sorga una controversia sull’interpretazione del contratto o sull’esigenza di risolvere una questione attinente all’esecuzione del contratto stesso, come appunto la questione dell’aumento dei dazi doganali. Ebbene, nel caso in cui le parti abbiano concordato di applicare al contratto la legge italiana, la questione dell’aumento dei dazi avrà, prima di tutto, una cornice normativa ben definita dalla normativa italiana e specificamente quella prevista dall’articolo 1467 del Codice Civile il quale prevede quanto segue:
➡️la parte che subisce gli effetti dell’eccessiva onerosità, può richiedere la risoluzione del contratto. In buona sostanza, se la prestazione di una delle due parti sia divenuta eccessivamente onerosa per avvenimenti straordinari ed imprevedibili, la parte che è tenuta all’esecuzione della prestazione divenuta eccessivamente onerosa potrebbe richiedere la risoluzione del contratto;
➡️l’altra parte, ove non intenda risolvere il contratto, può evitarla proponendo una modifica equa delle condizioni del contratto
➡️l’articolo 1467 c.c. non si applica nel caso in cui l’eccessiva onerosità rientri “nell’alea normale” del contratto e quindi, per la natura del contratto, l’evento non sia da ritenersi un avvenimento straordinario ed imprevedibile
➡️ Va considerato che le parti potrebbero anche aver limitato o disciplinato l’applicazione della clausola individuando l’aumento dei dazi entro una determinata soglia percentuale entro la quale l’articolo 1467 c.c. possa intendersi neutralizzato e inapplicabile.
Con la relazione tematica n. 56 dell’8 luglio 2020 (qui) la Corte di Cassazione ha fornito alcuni importanti elementi circa l’obbligo di rinegoziazione del Contratto economicamente non più equilibrato in ragione dell’applicazione del principio della buona fede oggettiva nella fase esecutiva del Contratto, ex art. 1375 c.c., secondo cui “Il problema delle sopravvenienze sperequative del contratto è particolarmente avvertito a livello di contrattazione internazionale, la cui prassi da tempo conosce le clausole di adeguamento c.d. di hardship, locuzione che richiama un ventaglio di circostanze che, sopravvenute alla conclusione del contratto, ne alterano l’originario equilibrio e ne rendono difficoltosa l’esecuzione. Per questa eventualità la hardship clause appronta specifici rimedi: per un verso, la sospensione dell’esecuzione del contratto, per altro verso, la rinegoziazione, che sovente s’atteggia a soluzione ottimale. […] Proprio la portata sistematica della buona fede oggettiva nella fase esecutiva del contratto ex art. 1375 c.c. assume assoluta centralità, postulando la rinegoziazione come cammino necessitato di adattamento del contratto alle circostanze ed esigenze sopravvenute. La correttezza è suscettibile di assolvere […] la funzione di salvaguardare il rapporto economico sottostante al contratto nel rispetto della pianificazione convenzionale”.
Ovviamente, l’individuazione del quadro normativo – sulla base della legge applicabile al contratto – può agevolare la corretta ricostruzione degli effetti dell’aumento dei dazi sul contratto, tanto nel caso in cui sia prevista una clausola di hardship tanto nel caso in cui le parti non abbiano specificamente pattuito alcunchè.
In ogni caso, se sei un libero professionista oppure un’azienda italiana e stai negoziando o valutando una partnership con un’azienda o un professionista che ha sede in un paese dell’Unione Europea o in un paese straniero, al di fuori dell’Unione Europea, la prima cosa cui devi prestare attenzione è la legge applicabile al tuo rapporto commerciale o meglio, la clausola della legge applicabile al contratto internazionale. Vi invitiamo ad ascoltare l’episodio n. 1 del podcast Glocal Lawcast realizzato dal nostro Studio Legale.
3. Rinegoziare termini e condizioni del Contratto Internazionale
Proteggi il tuo business dall'aumento dei dazi
Avv. Angelo Sturni



